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Pisa nell'Ottocento
E, questo, il secolo dei viaggiatori, della riscoperta della città per la sua bellezza, la dolcezza
del clima e la tranquillità, persino troppa. Significativi alcuni
aggettivi ricorrenti negli scritti di visitatori stranieri dellepoca
che definiscono Pisa come "silenziosa", "deserta" o addirittura
"morta".
Nel corso del Settecento si era compiuta la definitiva trasformazione
dei Lungarni in quartiere dei forestieri. I palazzi si trasformano
in alberghi o locali da affittare, nei piani terra si aprono negozi
raffinati o eleganti caffè, tutto viene strutturato in funzione
della passeggiata dei molti che "svernavano" a Pisa.
Dal punto di vista urbanistico il gusto del restauro nellottocento
generò, perlopiù, degli interventi discutibili sul patrimonio
artistico e architettonico medioevale sopravvissuto alla ricostruzione
medicea del Cinquecento. Un malinteso senso del recupero fece
si che, nello stile dellarchitetto francese Viollet le Duc, si
intervenisse pesantemente su decorazioni, edifici e siti urbani.
Da una parte cera la volontà di dare perfezione allo stile medioevale
e quindi si ricostruiva usando elementi di un Medievo del tutto
immaginario, come per il vecchio Palazzo Granducale, per la chiesa
di S.Felice o, in modo ancor più clamoroso, per la Piazza del
Duomo in cui si arrivò a decretare che tutti gli edifici circostanti
alla Piazza dovessero essere in stile Medioevale pisano. Dallaltra,
però, per il decoro della città che doveva divenire moderna, non
si esitava ad abbattere buona parte della cinta muraria medievalie
per aprire unampia strada verso la Stazione ferroviaria. Si distruggeva
il medioevo vero per ricostruirne uno immaginario, inseguendo
un passato, oramai lontano, in una città che aveva volto le spalle
al mare e si stava distaccando anche dal fiume. Le alte muraglie
che furono innalzate come spallette dellArno nel 1869 stravolsero
non solo laspetto dei Lungarni ma ne cambiarono anche il rapporto
con la città distruggendo scali, approdi, lavatoi e abbeveratoi.
Nel 1872, lultimo scempio fu lo smontaggio dellOratorio di S.Maria
della Spina minacciato dal fiume, per ricostruirla, con libere
interpretazioni, un poco più in alto, operazione che non mancò
di provocare lo sdegno di John Ruskin di passaggio a Pisa in quel
periodo.
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